Soldati Campani nella Guerra Civile Spagnola

Il portale Historia Regni è lieto di presentare ai suoi lettori “Soldati Campani nella Guerra Civile Spagnola”, il nuovo volume dei Quaderni di Historia Regni, collana di libri edita in collaborazione con la D’Amico Editore.

Dopo “Carlo di Borbone” del 2016 e “Condottieri e Battaglie della Napoli Spagnola” del 2017, il terzo volume della serie è dedicato ai soldati campani che presero parte alle operazioni militari di Spagna tra il 1936 ed il 1939.

Corredata dall’elenco di decorati al valor militare redatto da Gaetano Surdi, Presidente dell’Unione Nazionale Sottufficiali Italiani – Sezione di Capua, la pubblicazione si apre con un’analisi complessiva della Guerra Civile di Spagna affidata allo storico spagnolo Dimas Vaquero Peláez (Universidad de Zaragoza).

Vaquero Peláez, nel suo articolo intitolato “Mussolini: obbiettivo Spagna”, ricostruisce le vicende che portarono Mussolini ad intervenire accanto a Franco per combattere la Seconda Repubblica. Il Duce sognava di fare della penisola iberica un’enclave geostrategica che sostenesse le sue pretese imperialiste nel Mediterraneo e con questo progetto spedì i suoi legionari in Spagna partecipando ad un conflitto segnato da innumerevoli atrocità e violenze. Lo studioso approfondisce le operazioni militari che videro partecipare gli italiani: la battaglia di Malaga, quella di Guadalajara, le battaglie nel Nord, la prima battaglia dell’Ebro, le battaglie di Levante e di Catalogna, la conquista di Alicante.
Tuttavia il rapporto dei franchisti con gli italiani non fu sempre sereno. Sin dalle giornate di Malaga, i comandi dell’esercito italiano inviarono a Roma delle note in cui si denunciava il comportamento estremamente repressivo dell’esercito di Franco contro la popolazione civile. Il Caudillo, invece, tese a frenare l’intervento italiano, riducendone l’importanza e l’autonomia nelle operzioni, per esempio non riconobbe gli accordi negoziati dagli italiani alla resa dell’esercito basco a Santona, il 24 agosto del 1937. Dimas Vaquero Peláez analizza pure il ruolo importantissimo giocato dall’aviazione italiana ricordando, però, che proprio in Spagna gli italiani violarono per la prima volta gli accordi della Convenzione de L’Aia con bombardamenti violenti in Aragona, nei Paesi Baschi ed in Catalogna. Lo studioso si sofferma infine sul Sacrario Militare di Saragozza dove riposano le spoglie di 2889 soldati italiani.

“Soldati Campani nella Guerra Civile Spagnola” presenta poi un approfondimento sul ruolo dei cappellani militari campani firmato da Salvatore De Chiara, responsabile del Civico Museo di Storia Militare di Aversa.

De Chiara in “La Cruzada dei cattolici campani” analizza l’aspetto religioso della mobilitazione italiana in sostegno di Franco. I cattolici italiani parteciparono sia con l’arruolamento volontario e la permanenza sui campi di battaglia, sia con l’azione dei cappellani militari che furono al seguito dei reparti combattenti. La sua ricerca si arricchiesce di particolari significativi: una delle immaginette sacre più diffuse tra le truppe italiane fu l’effige di Maria Santissima del Soccorso, venerata nella cappella della marina piccola di Sorrento, che i legionari elessero a propria protettrice poiché nella mano destra impugna un nodoso bastone per scacciare il demonio, ricordando una sorta di “Madonna del manganello” cara agli squadristi.
Nel complesso, la presenza di combattenti sostenuti dal sentimento religioso e dal senso di appartenenza al cattolicesimo fu una componente importante del volontarismo italiano nella Guerra Civile Spagnola, con un apporto non irrilevante di individui provenienti anche dal territorio campano come i salernitani Padre Antonio Amendola de’ Tebaldi, originario di Castelluccio, piccola frazione di Castel San Giorgo, ed il sacerdote Don Sebastiano Corvino, proveniente dall’Abbazia di Montevergine, e come il casertano Don Carmine di Foggia, nativo di Gricignano.

Il volume è arricchito da foto e presenta poi le testimonianze di Rocco Granata, discendente del combattente Marcellino Roma di San Marcellino (CE), e di Carmine Cozzolino, pronipote dell’aviatore pluridecorato Federico Cozzolino di Scafati (SA) di cui sono accluse le preziose lettere.

Per l’acquisto è possibile contattarci al nostro indirizzo e-mail.

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

 

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