Sant’Antonio, generale dell’esercito portoghese

Uno dei santi più riconosciuti e popolari della Chiesa cattolica milita nelle fila di un esercito europeo da tre secoli. E’ Sant’Antonio, morto a Padova nel 1231, ma presente sui campi di battaglia dell’esercito portoghese sin dal Seicento. Secondo la tradizione popolore fu infatti arruolato per la prima volta sotto il regno di Afonso VI di Braganza, nel terço da Câmara de Lisboa, prima della Battaglia di Montes Claros del 1665.
Si era nel bel mezzo della Guerra di Restaurazione (1640-1668) e la fede dei soldati portoghesi attribuì a Sant’Antonio molti dei successi conseguiti sui campi di battaglia. Ogni sconfitta degli spagnoli era salutata come un miracolo antoniano e accompagnata da portenti e orazioni, così un rescritto del 24 gennaio 1668, stabilì che “per i suoi servigi patriottici” Sant’Antonio era inquadrato pure nel II reggimento di fanteria di Lagos.

La “carriera militare” del santo proseguì con qualche interruzione e nuovi arruolamenti, ma pure con delle promozioni. Il 12 settembre 1683, Pietro II, successore di Alfonso, promosse Sant’Antonio al grado di capitano.

Il 25 marzo dell’anno 1777, Hércules António Carlos Luís Joseph Maria de Albuquerque e Araújo de Magalhães Homem, comandante del reggimento di Lagos, s’appellò al re Pietro III chiedendo che il santo fosse promosso maggiore. Scrisse che “non vi è alcuna nota riguardante Santo António, di cattiva condotta o irregolarità da lui praticata: né di essere stato frustato, imprigionato o in alcun modo punito durante il periodo in cui ha prestato servizio come soldato”. E aggiungeva che “durante tutto il tempo, in cui è stato capitano, va per quasi cento anni, ha costantemente adempiuto al suo dovere con il massimo piacere davanti alla sua compagnia, in ogni momento, in pace e in guerra, e tale che è stato visto per i suoi soldati volte innumerevoli, come sono tutti pronti a testimoniare: e in tutto il resto si è sempre comportato da nobile e ufficiale: e per tutti questi motivi sopra citati lo considero molto degno e meritevole del posto di maggiore aggiunto al il nostro reggimento e qualsiasi altro onore, ringraziamento o favore che SM sceglie di dargli”.

Al santo divenuto capitano fu pure accordato uno stipendio di 10.000 reis, corrispostogli fino al 1779 quando fu aumentato a 15.000. Il marchese di Pombal decise che il santo avrebbe sì continuato ad essere capitano, ma gratuitamente. La cosa non piacque a tutti, del resto il soldo del santo finiva nelle casse del reggimento, e già nel gennaio del 1780 il reggimento di Lagos ottenne dalla regina Maria I di Braganza di pagare al santo tutti gli arretrati. Si puntualizzava pure che il santo pensava d’essere stato trascurato e chiedeva d’essere promosso tenente colonnello.

Qualcosa del genere avveniva nel 19° reggimento di fanteria di Cascais che elesse il santo al grado di maggiore.

S’arresero a tanto fervore devozionale anche i napoleonici. Nel 1807, infatti, il generale Jean-Andoche Junot ordinò che si fosse continuato a versare al santo il suo salario. Non bastò a conquistare le sue simpatie. Nella battaglia del Buçaco, scoppiata nel quadro della terza invasione francese, il 27 settembre 1810, i portoghesi sconfissero le truppe di Massena guidati dall’apparizione di Sant’Antonio che precipitò sulla mischia da una cima montuosa alla guida del Regimento de Infantaria n° 19. Il re Giovanni VI, dall’esilio in Brasile, con un decreto del 26 giugno 1814, lo promosse sergente maggiore e poi luogotenente generale.

Nel frattempo gli archivi militari accumulavano la documentazione dei pagamenti ricevuti e l’insieme delle referenze accumulate da Sant’Antonio nel suo servizio militare in Portogallo e Brasile, a Goa e a Macao, in Angola e in Mozambico.

Anche i brasiliani l’avevano arruolato nel loro esercito come colonnello, nel 1799, e il comune di Ouro Negro gli conferì lo stipendio di capitano sino al 1904. Le forze armate brasiliane annoveravano nelle loro fila Sant’Antonio ancora nel 1924. Fu con un dispaccio del presidente Artur Bernardes che Sant’Antonio, quell’anno, passò alla riserva dell’esercito.

 

Autore articolo e foto: Angelo D’Ambra
Bibliografia: J. C. de Macedo Soares, Santo Antônio Militar in Brazil; A. Moutinho Borges e P. Teotonio Pereira, Santo Antonio e o Exercito, tradicao, historia e arquitetura militares

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