Storia del Cristianesimo: San Luca

Autore del terzo Vangelo, Luca chi era? San Girolamo, agli inizi del V secolo, lo descrive come “un medico di Antiochia, non inesperto in lingua greca, come lo indicano i suoi scritti”. Poi aggiunge: “discepolo dell’apostolo Paolo e compagno di tutti i suoi viaggi” (De viris illustribus c. VII).

Questi elementi ci parlano di un uomo di Antiochia, ma quale? Nel mondo antico esistevano due città con questo nome, Antiochia di Pisidia, nella parte centro-meridionale dell’attuale Turchia, e Antiochia di Siria, considerata la “regina d’Oriente”. Quest’ultima sorgeva al centro di una pianura e costituiva la meta preferita per i traffici ed i commerci grazi al suo porto ed al fiume Oronte che l’attraversava. Antiochia di Siria darà poi i natali a Sant’Ignazio, vescovo e martire, e a San Giovanni Crisostomo. E’ qui che nacque Luca l’Evangelista? In realtà le fonti sulla vita di questa figura scarseggiano e San Girolamo non fa altro che confermare le notizie biografiche della tradizione cristiana.

Luca è poi definito da Girolamo “non inesperto nella lingua greca”. Conosceva dunque il greco, lo scriveva in modo fluente ed elegante ed utilizzò questa lingua per scrivere i suoi testi. Particolare questo utile a capire che gli scritti del Nuovo Testamento – tutti redatti in greco, ed esattamente il koinè cioè quello parlato comunemente in tutti i territori del mondo ellenico antico – erano rivolti ad un pubblico che parla e pensa in greco.

Ultimo elemento biografico introdotto di San Girolamo è che Luca viaggiò con San Paolo in tutti i suoi viaggi volti a fondare nuove chiese tra giudei e pagani. E’ per questo che l’altro libro attribuito a Luca, cioè gli Atti deli Apostoli, descrive l’attività di Paolo.

I due si sarebbero conosciuti ad Antiochia dove Paolo era stato condotto da Barnaba per formare una nuova comunità composta da ebrei e pagani convertiti al cristianesimo. Di questa comunità sarebbe entrato a far parte anche Luca, abbandonando il paganesimo. Paolo lo cita in alcune sue lettere, chiamandolo “compagno di lavoro” (Lettera a Filemone, 24) e ci dice di lui che esercitava la professione di medico. C’è il dubbio, in realtà, che Luca conoscesse poco Paolo e che non fosse al corrente della sua produzione episolare e del suo contenuto, tuttavia l’amicizia Paolo dovette essere sincerta e forte giacchè l’Apostolo delle genti, più tardi, scrisse a Timoteo che tutti l’avevano abbandonato e che “solo Luca è con me”.

Tutto questo è confermato da San Girolamo che scrive: “Pubblicò pure un altro egregio volume che è intitolato Atti degli Apostoli, la cui narrazione arriva fino al secondo anno della dimora di Paolo a Roma, cioè fino al quarto anno di Nerone. Da ciò capiamo che il libro fu composto a Roma” (De viris illustribus c. VII). Luca dunque, se non ha avuto la fortuna di conoscere Gesù in prima persona, conobbe e seguì San Paolo e raccolse testimonianze scritte e orali, notizie da testimoni oculari, resoconti scritti, schemi di prediche dei primi apostoli e tutto quanto riuscì a trovare, inserendolo nei suoi scritti e affiancandolo alla sua diretta esperienza accanto a Paolo. In effetti è lui stesso a dircelo (Lc. 1, 1-4): “Poichè molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin dal principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resocondo ordinato, illustre Teofilo, perchè ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto”.

Ma la tradizione ci dice che San Luca, oltre che medico, fu pure pittore. Devotissimo della Madonna, è tra gli evangelisti quello che ne parla più diffusamente. Non può non averla vista, non averle parlato: lo dimostrano anche le belle immagini della Vergine che ci furono tramandate sotto il suo nome.

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

 

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