Pio IV e le aspirazioni dei Savoia di recuperare Ginevra
Tra le lettere che ancora si conservano di San Carlo Borromeo se ne trova una di particolare interesse per la storia del Ducato di Savoia. È datata “1560, 13 Giugno, Roma” ed è scritta dal santo al Monsignore di Colegno. La definiamo interessante per la storia sabauda perché in essa leggiamo che Papa Pio IV finanziò l’esercito ducale per recuperare territori svizzeri resisi autonomi sotto l’influenza calvinista. La proponiamo di seguito.
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Il Cardinale Borromeo a Monsignor di Colegno.
In risposta di quanto Monsignor di Colegno in nome dell’Illustrissimo Signor Duca di Sauoja ha esposto a Nostro Signore, se gli dice per parte di Sua Santità che già la Beatitudine Sua a depositati ventimila scudi in mano del Signor Thomaso de Marini à Milano, quali hanno da seruire per defensione de li Cantoni Catholici contro gli altri Cantoni heretici che uolessero offendere li detti Catholici per conto del risentimento che essi Catholici vogliono far di presente contra il Cantone di Clarona; et da questi ventimila scudi Sua Altezza ne cauerà questa comodità che stando li Cantoni lutherani impediti ne la guerra contra li Catholici non potranno andar in soccorso di Gencura, quando Sua Altezza anderà ad assaltarla.
Oltra di ciò Sua Santità offerisce che quando il Signor Duce anderà adosso à Geneura l’ajuterà d’altri venti mila scudi in contanti in 3 mesi, per spenderli secondo che piacerà a Sua Altezza in seruitio di quella impresa.
Et di più Sua Santità manderà la sua Cancellaria pagata a sue spese, quale habbi a seruire Sua Altezza mentre durerà questa impresa di Geneura, purche non se ne habbi bisogno di qua per paura dell’Armata Turchesca.
Sua Santità dice ancora che per mantenimento di questa guerra, quando hauesse à durare più di quel che speramo, si contenterà di concedere qualche decime, et ancora la Cruciata, se bisognerà. Sua Santità fa ricordare a Sua Altezza che non è a proposito di dar nome a questa guerra che sia contra lutherani, ma solamente contra suoi ribelli, per ricuperar quella città che è la sua. Pure in questo se ne rimette al buon giudizio di Sua Altezza.
Potrà ancora Monsignor di Colegno dire a Sua Altezza che Sua Santità ha già dato principio a procurar con francesi di far leuar li presidj da le cinque sue piazze di Piemonte, et cosi farà ancora col Re Catholico per mostrare al Signor Duca che in tutti i modi desidera la prosperità, la satisfattione, et contentezza sua; per la quale non mancherà sempre di far tutti i buoni officij; et molto più di compiacerla in quello che starà a disposizione di Sua Beatitudine sola.