Murat, fanciullezza ed ingresso nell’esercito
Le sue orme spesso si confusero con quelle di Napoleone; raggiunse la più alta gloria militare grazie alle guerre repubblicane ed alla prestigiosa epopea imperiale; fu Maresciallo di Francia e re di Napoli; a duecentocinquanta anni dalla sua nascita ripercorriamo la vita di Murat. Lo facciamo a tappe, iniziando dal giorno della sua nascita, percorrendo gli anni della sua giovinezza sino al momento dell’ingresso nell’esercito francese.
Partiamo dunque da Labastide-Fortunière, un piccolo villaggio francese di un migliaio di abitanti, a cinque leghe da Cahors. Qui nacque Gioacchino Murat il 25 marzo del 1767. Gioacchino è il sesto figlio di Pietro Murat Jordy e di Giovanna Loubieres. I Murat abitano nel villaggio fin dal XVI secolo, ma sarà Gioacchino a segnare fortemente la storia del paese che, in suo onore, cambiò nome in Labastide-Murat. Dal 1º gennaio 2016 il villaggio si è fuso con altri per formare il nuovo comune di Cœur-de-Causse nel dipartimento del Lot della regione della Linguadoca-Rossiglione-Midi-Pirenei. Qui inizia la nostra storia.
Nel vecchio villaggio Labastide-Fortunière si avevano già notizie di un Guglielmo Murat, uomo di legge, procuratore di giustizia feudale, e di un certo Francesco Murat, cappellano all’Abbazia di Marcillac. I Murat però non sono di umilissime origini. Il padre di Gioacchino fu detto da alcuni mastro di posta, da altri falegname, ma fu albergatore nonchè amministratore ed intendente di una parte dei grandi beni che i Talleyrand avevano in quelle zone. La famiglia godeva dunque di una certa agiatezza tanto è che Gioacchino, come i suoi fratelli, potè ricevere l’istruzione del noviziato sacerdotale, mentre le sue sorelle godettero tutte di dote matrimoniale.
Murat finì giovanissimo al Seminario dei Lazzaristi, ma i suoi non avevano tenuto conto del temperamento e delle naturali attitudini dell’adolescente. Così mentre i suoi genitori lo immaginavano immerso negli studi, Gioacchino meditava sul fascino di una vita avventurosa nell’esercito. Il fato fu dalla sua.
I Cacciatori delle Ardenne, che diventeranno nel 1789 il reggimento dei Cacciatori della Champagne e nel 1791 il 12° Cacciatori, passarono nei primi mesi del 1787 da Tolosa per recarsi da Auch a Carcassonne, loro nuova città di guarnigione. Gioacchino ne approfittò, fuggì dal Seminario, e, senza consultare la famiglia, il 23 febbraio 1787 si arruolò nella compagnia di Niel. Murat misurava allora “cinque piedi, sei pollici e due linee”, godeva di una salute di ferro e si fece subito notare per la sua aria marziale e simpatica. La famiglia però, saputa la novità, cercò di intervenire presso l’intendente della Linguadoca, ma fu tutto inutile e Gioacchino seguì il reggimento da Carcassonne a Schlestadt nel 1789. Grazie alla sua istruzione divenne maresciallo d’alloggio. Tuttavia proprio quando i suoi parenti iniziavano a perdonargli la fuga dal Seminario ecco uno sciocco atto di insubordinazione che poteva costargli l’espulsione. Il peggio fu evitato solo grazie al suo capitano che ottenne per lui il congedo assoluto. Obbligato a raggiungere la famiglia, Murat vi fu assai male ricevuto e fu costretto a fare da commesso presso un mercenario di Saint-Cere.
La vita di Murat sembrava ormai lontana dall’esercito ma la Rivoluzione irruppe nella sua vita. Tutti i Cantoni della Francia dovettero inviare a Parigi un deputato della loro Guardia Nazionale per assistere alla Festa della Federazione, il 14 Luglio 1790, ed è così che Murat tornò ad avere a che fare con l’esercito. Nel novembre dell’anno successivo, assieme al “compatriota” Bessieres, che sarà suo amico per sempre, fu incaricato dalle Guardie Nazionali del Cantone di Montfaucon di far parte della Guardia Costituzionale che l’Assemblea Legislativa aveva assegnato a Re Luigi XVI. Murat rimase nella Guardia appena un mese, vi entrò l’8 febbraio 1792 e ne uscì il successivo 4 marzo presentando le dimissioni ed una denuncia dei nominativi dei legittimisti. Conquistata così la protezione dei rivoluzionari, ottenne subito di rientrare nel suo antico reggimento, il 12° Cacciatori a cavallo, di guarnigione a Toul. Vi fu nominato brigadiere il 29 aprile e maresciallo d’alloggio il 15 maggio.
In questo periodo Murat soffrì d’un amore non corrisposto, respinse le accuse infondate di appartenere ad una famiglia aristocratica e perse suo fratello Pietro, ma, grazie al sostegno del suo colonnello, D’Urre de Molans, assurse al grado di capitano il 14 aprile del 1793.
Autore articolo: Angelo D’Ambra
Fonti librarie:
M. Mazzucchelli, Gioacchino Murat, 1932
G. Doria, Murat Re di Napoli, 1966
R. De Lorenzo, Murat, 2011
A. Dumas, Murat, 2005