L’Albania e l’Italia fascista

Nel 1939, il giovane regime monarchico albanese fu rovesciato dall’esercito italiano e Vittorio Emanuele III venne proclamato Re d’Albania. Il testo che segue è tratto da A. Bollati, L’Albania.

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Il 27 novembre 1927 venne firmato fra l’Italia e l’Albania un patto d’amicizia, integrato poi da un patto di alleanza, e il 1° settembre 1928 l’Assemblea costituente proclamava la forma monarchica dello Stato, eleggendo a Re Ahmed Zogu (Re Zogu I).

Da parte dell’Italia, l’assistenza andò sempre più intensificandosi, nell’interesse degli Albanesi e con sacrifici onerosi per il nostro bilancio.

La condotta di Re Zogu in questi ultimi tempi essendosi dimostrata contraria agli interessi della sua nazione ed a quelli dell’Italia e dei numerosi Italiani residenti in Albania, ha infine costretto il Governo fascista ad intervenire in modo radicale, mediante sbarco di nostre truppe che, sotto la protezione di unità navali e di una divisione aerea, superando scarsissime resistenze di ribelli sobillati dallo stesso Re, hanno occupato, il 7 aprile del corrente anno, i punti principali della costa, completando nei giorni seguenti l’occupazione delle varie località dell’interno, ovunque entusiasticamente accolti dalle popolazioni.

Circa l’opera degli Italiani in Albania è da ricordare antizutto che già durante la guerra mondiale molto si era fatto, a cura delle nostre truppe e di tecnici italiani, nelle regioni occupate: lavori portuali… costruzione di molte strade… risanamento amministrativo di prefetture e municipi; apertura di scuole; riordinamento di servizi doganali, ecc… Lavoro e capitali italiani, con l’ausilio della ottima mano d’opera albanese, hanno costruito i porti, tracciato le stade, bonificato le terre, trivellato i pozzi, frugato le miniere. Italana la Banca… italiano l’Ente Industrie Attività Agraria… italiana l’Azienda dei Petroli d’Albania… Italiana la Società per lo sviluppo economico della Albania…

Italiane le società minerarie, italiane le oscietà elettriche, italiane tutte le imprese che tendevano a mettere in giusto valore le risorse naturali del Paese e a offrire a un popolo, troppo lungamente abbandonato a un triste destino che per le sue virtù civili e guerresche non merita, un adeguato campo di attività produttrice.

E infine italiane, sempre italiane, le iniziative dirette a elevare culturalmente e spritualmente le masse popolari albanesi.

Il generoso popolo albanese si rende pienamente conto dell’importanza dell’aiuto italiano e della protezione che l’Italia può dargli, coem sempre gli ha dato, contro mire straniere tendenti a sottrargli territorio e ad ostacolare il suo sviluppo nazionale; e ne sono prova, dopo gli appelli rivolti al Duce negli ultimi tempo e le manifestazioni che hanno accolto ovunque l’arrivo delle nostre truppe, la mozione votata all’unanimità dalla Costituente riunita a Tirana il 12 aprile, nella quale è dettè “che tutti gli Albanesi, memori e riconoscenti dell’opera ricostruttiva data dal Duce e dall’Italia fascista per lo sviluppo e la prosperità dell’Albania, decidono di associare più intimamente la vita e i destini dell’Albania a quelli dell’Italia, stabilendo con essa vincoli di una sempre più stretta solidarietà”; e che, “interprete dell’unanime volontà di rinnovamento nazionale del popolo albanese e quale pegno solenne per la sua realizzazione, l’Assemblea decide di offrire, nelal forma di una unione personale, la corona d’Albania a Sua Maestà Vittorio Emanuele III Re d’Italia e Imperatore d’Etiopia, per Sua Maestà e per i suoi Reali successori”.

Del voto solenne e unanime della Costituente albanese ha preso atto il Gran Consiglio del Fascismo, nella riunione straordinaria del 13 aprile, salutando “con gioia virile questo evento storico che, sulla base dei secolari vincoli di amicizia, associa al popolo e al destino d’Italia il destino e il popolo d’Albania, in una più profonda e definitiva unione”.

Il giorno appresso, il Consiglio dei Ministri, vista la decisione del Gran Consiglio del Fascismo, ha approvato un disegno di Legge per il quale il Re d’Italia Vittorio Emanuele III, avendo accettato la Corona d’Albania, assume per sè e per i suoi successori il titolo di Re d’Italia e di Albania, Imperatore d’Etiopia”.

 

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Un pensiero su “L’Albania e l’Italia fascista

  • 2 Settembre 2021 in 19:58
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    Obiettività questa sconosciuta.

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