Il Santuario della Madonna di San Luca

Nel 1657 alcuni fedeli avviarono i lavori di costruzione di una strada porticata allo scopo di collegare Porta Saragozza al Santuario della Madonna di San Luca che sorge appena fuori Bologna, sul Colle della Guardia.


È forse il più importante sito religioso cittadino, con la Basilica di San Petronio, perché è qui che si conserva l’immagine della Madonna di San Luca, patrona e protettrice di Bologna.

Col crescere della popolarità della Madonna, nel Seicento, si decretò la costruzione di questo portico. La strada seicentesca presenta 666 archi progettati dall’architetto Gian Giacomo Monti. I lavori perdurarono sino a Settecento inoltrato a causa dell’insorgere di numerosi problemi strutturali sul forte pendio. Così, per esempio, fu costruito un ponte, l’Arco del Meloncello, per superare il pesante dislivello tra la parte piana e quella inclinata. Questo ponte fu realizzato grazie alla famiglia Monti Bendini, di cui reca lo stemma, ma ogni arco fu costruito col prezioso contributo delle famiglie nobili cittadine, di congregazioni religiose e confraternite.

Lungo il percorso, pari a 3796 metri, si trovano 15 cappelle con raffigurazioni dipinte dei Misteri del Rosario. Secondo la tradizione, non sarebbe casuale il fatto che esso sia composto da un “numero diabolico” di archi perché si starebbe simboleggiando il serpente schiacciato dalla Madonna.

Finalmente giunti al santuario, ci si trova davanti ad un edificio dalle forme ellittiche con una maestosa cupola.

Eretto nel XVIII secolo, su progetto dell’architetto Carlo Francesco Dotti intorno ad una piccola cappella dove era conservata l’immagine sacra della Madonna di San Luca, questo santuario mostra un avancorpo con due tribune sporgenti e la loggia delle benedizioni. La vecchia cappella è divenuta l’attuale cappella maggiore, dove si conserva l’icona mariana protetta da una lastra d’argento cesellata a sbalzo, lavoro dell’orafo fiammingo Jan Jacobs.

L’intero, a croce greca, ha sei cappelle decorate con stucchi e dipinti come L’Incoronazione della Vergine di Donato Creti, La Madonna del Rosario di Guido Reni ed il Cristo del Guercino, ma l’attenzione del fedele non può che essere rapita dal dipinto della Madonna di San Luca.

Secondo la leggenda, raccontata tardivamente nella cronaca di Graziolo Accarisi, giureconsulto bolognese del XV secolo, ad un pellegrino greco, raggiunta la Basilica di Santa Sofia a Costantinopoli, fu consegnata dai monaci un dipinto attribuito all’evangelista Luca, affinché lo portasse sul “monte della Guardia”, così come era indicato in un’iscrizione sul dipinto stesso, forse per salvarla dagli iconoclasti. L’icona fu collocata qui nel 1160 e presentata ai fedeli come la Madonna di San Luca.

La Madonna, rappresentata a mezzo busto, tiene in braccio un Bambino nell’atto di benedire. Le vesti della Vergine sono di colore blu, sotto di esse si intravede una sottoveste rossa. I tratti del viso sono allungati, le dita affusolate; il Bambino, invece, mostra una testa in apparenza più piccola del corpo, ha il braccio destro nell’atto di benedizione, mentra la mano sinistra è stretta in un pugno. La sua tunica è di colore rosso.

Recenti indagini hanno dimostrato che si tratta di una icona dipinta nel XII secolo su un lavoro più antico di ispirazione bizantina, tuttavia la prodigiosa immagine è rimasta per i fedeli la Madonna di San Luca.

Dal Quattrocento, la Domenica dell’Ascensione, una processione accompagna l’icona per le vie della città a ricordo del “Miracolo della Pioggia”, quando, nel 1433, il dipinto fu portato in processione per implorare la grazia della fine della pioggia che minacciava di rovinare i raccolti. Quando l’icona entrò in città il 5 luglio, la pioggia cessò, si fece allora una grande festa con una processione di tre giorni, poi si riaccompagnò l’immagine al santuario. Per voto cittadino, da allora queste celebrazioni furono ripetute ogni anno.

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Bibliografia: A. Cleri, Guida al Portico di San Luca: dal Meloncello al Santuario

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