I fratelli Visintini
Due medaglie d’oro, due eroi italiani, due fratelli, due diversi rami militari, lo stesso triste destino, dare la loro gioventù alla patria: Mario e Licio Visintini.
Mario Visintini, in solo otto mesi, e a seguito di 50 combattimenti aerei in Africa Orientale riuscì con il suo CR42 ad abbattere in combattimento ben sedici velivoli nemici e ben 36 in cooperazione, distrutti al suolo durante attacchi a volo radente sui campi inglesi. Visintini ottenne la sua prima vittoria il 14.06.1940, attaccando un paio di Vicker Wellesley del 14 Squadron, e abbattendo quello pilotato dal Pilot Officer Reginald Patrick Blenner Plunkett, che restò ucciso nello schianto del suo aereo. Il 3 o 4 luglio 1940, Visentini abbattè un altro Vicker Wellesley pilotato dal ventiseienne Flight Officer Samuel Gustav Soderholm (RAF No. 40194), che restò ucciso nello schianto. L’ultimo combattimento avvenne l’11 febbraio 1941, Visintini rivendicò l’abbattimento di un Hawker Hurricane su Cheren. L’aereo abbattuto molto probabilmente faceva parte del 1 SAAF Squadron, che quel giorno inviò undici aerei di pattuglia sulla stessa area. Due degli aerei si scontrarono con dei Fiat C.R.42. L’Hurricane del Lieutenant S. de K. Viljoen fu costretto ad un atterraggio di fortuna in territorio britannico. Il giorno dopo tentò di decollare, ma l’aereo si incidentò. Anche due aerei italiani erano stati costretti dal cattivo tempo ad atterrare nella zona di Sabarguma, a metà strada fra Asmara e Massaua. Rientrato al campo per rifornirsi, Visintini ripartì, benchè vivamente sconsigliato da tutti,alla ricerca dei due piloti italiani (gli assi Baron, 12 vittorie confermate e 2 in compartecipazione, e Buzzi) finché, a causa del cattivo tempo, andò a schiantarsi contro Monte Bizén, su Nefasit, trovando la morte. Scomparve così, invitto, a 28 anni. I suoi più famosi avversari in Africa Orientale furono il sudafricano Ken Driver, con nove vittorie aeree, e Jack Frost, con otto, entrambi piloti di Hurricane.
Licio Visintini, promosso Tenente di Vascello nel 1941, fu comandante della famosa squadra di operatori denominata “dell’Orsa Maggiore”, che operò con successo nella base navale inglese di Gibilterra. Nella notte tra il 25 ed il 26 maggio 1941 Visintini guidò un primo attacco contro Gibilterra con tre siluri a lenta corsa rilasciati dal sommergibile Scirè (operazione “B.G.3”); gli incursori riuscirono a penetrare nel porto, ma l’operazione fallì per una combinazione di avarie subite. Visintini ed i compagni dovettero raggiungere la riva a nuoto, rientrando poi in Italia con l’aiuto degli agenti del Servizio Informazioni della Marina. Nella notte tra il 19 ed il 20 settembre 1941 Visintini guidò un nuovo attacco contro Gibilterra (operazione “B.G.4”), sempre con l’impiego di tre SLC rilasciati dallo Scirè. Questa volta l’operazione risultò un successo: Visintini ed il compagno Giovanni Magro danneggiarono con una carica esplosiva la cisterna militare RFA Denbydale (di 17.200 tonnellate di dislocamento), che rimase a galla ma fu considerata come perduta per la gravità dei danni subiti (fu ridotta ad un deposito galleggiante di carburante fino alla sua demolizione), mentre gli altri due SLC affondarono la nave cisterna Fiona Shell e danneggiarono gravemente la motonave armata Durham. Gli operatori provvidero poi a distruggere gli SLC ed a raggiungere a nuoto la costa, da dove furono assistiti da agenti del SIS che li aiutarono a rientrare in Italia. Alle 23.15 del 7 dicembre 1942, Visintini lasciò il piroscafo Olterra per l’operazione “B.G.5”, e diresse il suo siluro a lenta corsa verso il porto di Gibilterra, con obiettivo la corazzata britannica Nelson. Con il secondo operatore, sottocapo palombaro Giovanni Magro, superarono le ostruzioni esterne ed entrarono nel porto, ma furono entrambi uccisi dallo scoppio delle bombe di profondità che la sorveglianza britannica agli sbarramenti foranei lanciava in mare proprio per fronteggiare gli attacchi degli incursori italiani.
Autore Antonio Lombardo
Fonti Bibliografiche: Giovanni Massimello, Giorgio Apostolo, Assi italiani della Seconda guerra mondiale
Antonio Lombardo è ingegnere meccanico, ufficiale di complemento artiglieria e consulente TAR Campania e Prefettura Caserta.